Il trattamento dei rifiuti organici in Italia sta cambiando. Accanto al compostaggio tradizionale cresce infatti il ricorso a sistemi integrati capaci di combinare digestione anaerobica e trattamento aerobico, recuperando dalla frazione organica non soltanto materia, ma anche energia.
Una tendenza confermata dai dati più recenti di ISPRA: nel 2024 sono state trattate biologicamente circa 7,2 milioni di tonnellate di frazione organica proveniente dalla raccolta differenziata. Il 58,5% è stato gestito in impianti integrati anaerobico-aerobici, contro il 34% destinato al solo compostaggio e il 7,5% alla sola digestione anaerobica. Rispetto al 2020, i quantitativi trattati attraverso sistemi integrati sono cresciuti del 36,1%.
Dal rifiuto organico a una nuova risorsa
La frazione organica rappresenta uno dei flussi più importanti della raccolta differenziata. Una sua corretta gestione consente di evitare che una risorsa potenzialmente recuperabile venga destinata allo smaltimento e permette di inserirla all’interno di un vero processo di economia circolare.
Il compostaggio è un processo biologico aerobico, cioè avviene in presenza di ossigeno, e consente di trasformare la sostanza organica in compost, un ammendante utilizzabile per restituire sostanza organica ai terreni.
La digestione anaerobica avviene invece in assenza di ossigeno. Attraverso l’azione di microrganismi, la materia organica viene degradata generando biogas, che può essere utilizzato per la produzione di energia oppure sottoposto a processi di purificazione per ottenere biometano.
Perchè cresce il trattamento integrato
La combinazione delle due tecnologie permette di valorizzare maggiormente la frazione organica.
In un impianto integrato, la prima fase anaerobica consente di recuperare il potenziale energetico presente nel rifiuto. Il materiale derivante dal processo può successivamente essere avviato alla fase aerobica per completarne la stabilizzazione e arrivare, nel rispetto dei requisiti previsti, alla produzione di ammendante.
Si realizza così un modello che associa recupero energetico e recupero di materia, mettendo a sistema due diverse modalità di trattamento.
Non è un caso che la dotazione impiantistica italiana stia progressivamente evolvendo proprio in questa direzione. Nel 2024 risultavano operativi 66 impianti di trattamento integrato anaerobico-aerobico e ISPRA evidenzia un crescente interesse anche verso le tecnologie di upgrading del biogas per la produzione di biometano.
Impianti più evoluti per una gestione più efficiente
La transizione verso sistemi integrati richiede infrastrutture in grado di governare processi differenti e strettamente collegati tra loro.
La qualità di un impianto non dipende soltanto dalla tecnologia installata, ma dalla capacità di controllare in maniera costante le diverse fasi del trattamento: conferimento della frazione organica, preparazione del materiale, digestione, produzione e gestione del biogas, trattamento aerobico, monitoraggio dei parametri e gestione dei prodotti finali.
È proprio l’integrazione tra tecnologia, controllo dei processi e competenze gestionali a rendere possibile una valorizzazione più efficace delle risorse contenute nei rifiuti.
Anche la qualità della raccolta fa la differenza
L’efficienza del trattamento comincia però molto prima dell’ingresso in impianto.
Una frazione organica correttamente differenziata e con una ridotta presenza di materiali estranei facilita le operazioni di trattamento, limita gli scarti e contribuisce alla qualità complessiva del processo.
Raccolta differenziata e capacità impiantistica sono quindi due elementi dello stesso sistema: migliorare soltanto uno dei due aspetti non è sufficiente. Per chiudere realmente il ciclo dei rifiuti servono cittadini consapevoli, sistemi di raccolta efficienti e infrastrutture adeguate.
Recuperare materia ed energia per chiudere il ciclo
La crescita del trattamento integrato racconta un cambiamento più ampio nel modo di concepire gli impianti per la gestione dei rifiuti: non luoghi destinati semplicemente a ricevere materiali di scarto, ma vere infrastrutture ambientali capaci di recuperare risorse e produrre nuovo valore.
È su questa visione che si fonda anche l’attività di EDV Gestioni, impegnata nella realizzazione e gestione di impianti per il recupero di materia e la produzione di energia, con l’obiettivo di trasformare gli scarti in nuove risorse e contribuire a un modello sempre più sostenibile e circolare.
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